Il tagliacarte del Travaso delle idee

Cianchettini o Scarpelli?

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di Giorgio Perlini

Il Travaso delle idee fu un settimanale di satira politica pubblicato a Roma dal 1900 al 1966. Fu uno dei più interessanti, probabilmente perché non politicamente schierato, almeno all’inizio. Ebbe come fondatori Filiberto Scarpelli e Carlo Montani che ripresero il titolo di un foglio con nome analogo scritto e stampato da un personaggio quantomeno singolare, tale Tito Livio Cianchettini, inventore, filosofo di strada (diceva di occuparsi di “metafisica politica”) e fustigatore di costumi borghesi, che vendeva la sua rivista ai passanti da una minuscola edicola smontabile. Uno dei suoi motti, diventato famoso, era “accidenti ai capezzatori”, frase che oggi suona incomprensibile e che potremmo tradurre liberamente “invoco maledizioni su coloro – la classe dirigente- che vogliono metterci il giogo (la cavezza) così da appesantirci e ridurci alla cieca obbedienza come se fossimo muli”. La storia di questo personaggio è raccontata nel libro Vita segreta di Tito Livio Cianchettini, scritta da  Alceste Trionfi ed edito 1947.

Nel 1905, Il Travaso realizzò, suppongo come dono per gli abbonati, un tagliacarte in ottone, di gusto squisitamente liberty, con il profilo aquilino del personaggio simbolo, che Scarpelli ritrasse in ogni numero della rivista a sinistra del titolo. Sulla fascia del cappello campeggia la fatidica frase di cui si legge “accidenti ai ca”.

Studiando alcune testimonianze dell’epoca ed osservando i ritratti eseguiti dai collaboratori della rivista (Vamba, Guasta, Onorato) si evince che la silhouette caratteristica ed al contempo misteriosa di tale personaggio venne modellato proprio sulla fisionomia del Cianchettini; “(…) naso imperioso e bocca sdegnosa” (da una descrizione di Scarpelli).  Risulta anche che il filosofo contestatore se ne stava davanti al cancello della dogana alla stazione Termini di Roma dove era solito affiggere i manifesti con le sue invettive; a volte le indossava anche a mo’ di mantello e ne esibiva altre arrotolate proprio sulla fascia della bombetta.

Scarpelli seguì e si immedesimò così tanto nel Cianchettini che in un certo senso finì per assomigliargli anche fisicamente e forse quel personaggio divenne una mezza caricatura di Scarpelli stesso “(…) gran naso ricurvo, spesse lenti da miope, collo lungo, pomo d’Adamo pronunciato, e la famosa cravatta a La Valliere (…)” (Giovanni Mosca, La signora Teresa) .

L’oggetto è veramente bello, un lavoro dettagliato da cammeo ( misura 18,5 cm di lunghezza per 3 di larghezza massima, la parte dell’impugnatura, dove si trova il volto) e risulta anche essere rarissimo. Quello che vedete in foto proviene dalla tipografia Augusto Spinaci di Jesi che, attiva fin dal 1885, chiuse i battenti nel 1956. Venne regalato anni or sono a mio padre in quanto i tipografi erano amici di famiglia, ed è restato per molto tempo sulla sua scrivania. Ora, dopo alcune diplomatiche trattative fa bella mostra di sé sulla mia, e figuriamoci se poteva finire diversamente.




Commenti

  1. 01. Paolo

    Buongiorno,
    dove posso comperare il tagliacarte in questione?
    Ha dell’altroi materile che riguarda Tito Livio Cianchettini?
    Grazie.
    Cordiali saluti.
    Paolo.

  2. 02. Giorgio Perlini

    Caro Paolo, non saprei dirti dove poter acquistare il tagliacarte, non è un oggetto facile da trovare, ti consiglio di girare per mercatini o cercare in rete. L’esemplare che vedi fotografato per l’articolo è il mio ma io non vendo niente, il sito è realizzato per pura passione personale. Non dispongo di molto altro materiale su Cianchettini ma credo che la maggior parte delle notizie su di lui possa essere trovata sulle pubblicazioni citate nell’articolo.

  3. 03. Dario Pacchiardi

    Io avrei il medesimo tagliacarte e disposto a venderlo contatto in mail per favore, grazie.

  4. 04. Giorgio Perlini

    Dario, ti ringrazio per l’offerta ma io il tagliacarte ce l’ho già, è quello delle fotografie che corredano l’articolo. Il consiglio che ti do, forse scontato, è quello di provare con Ebay o Subito. Non si tratta di un oggetto molto commerciale ma i collezionisti sono comunque parecchi e l’oggetto è raro. Se il prezzo è onesto ( direi tra i cinquanta ed i cento euro, a seconda della conservazione ) dovresti riuscire.


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